Ferie dei docenti precari, la Cassazione ridefinisce il diritto all’indennità sostitutiva
Con la sentenza n. 883 del 2026, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta sul tema dell’indennità sostitutiva delle ferie per i docenti a tempo determinato durante i
Con la sentenza n. 883 del 2026, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta sul tema dell’indennità sostitutiva delle ferie per i docenti a tempo determinato durante i periodi di sospensione delle lezioni, chiarendo limiti e condizioni per il riconoscimento del beneficio economico.
La pronuncia arriva a seguito del rinvio pregiudiziale disposto dalla Corte d’Appello di Torino e introduce tre principi destinati ad avere un impatto significativo sui ricorsi del personale scolastico precario.
Il primo riguarda i periodi di sospensione delle lezioni, come vacanze natalizie, pasquali e ponti. Secondo la Suprema Corte, l’indennità sostitutiva spetta soltanto per la differenza tra i giorni di ferie maturati e quelli coincidenti con la sospensione delle attività didattiche, durante i quali il docente avrebbe potuto teoricamente usufruire delle ferie. In tali casi, la Cassazione ritiene non necessario un formale invito del dirigente scolastico alla fruizione delle ferie.
Diversa invece la situazione relativa al periodo che va dal termine delle lezioni al 30 giugno. In questo arco temporale resta valido l’orientamento già espresso dalla giurisprudenza favorevole ai lavoratori, in particolare dalle sentenze nn. 15415/2024, 16715/2024 e 28587/2024. Poiché i docenti sono spesso impegnati in scrutini ed esami, il supplente mantiene il diritto all’indennità sostitutiva qualora il dirigente scolastico non lo abbia formalmente invitato a usufruire delle ferie, informandolo esplicitamente della perdita del diritto in caso di mancata fruizione.
La Corte si è espressa anche sulle festività soppresse previste dalla Legge 937 del 1977, assimilando le quattro giornate di riposo alle ferie ordinarie. Per il personale precario tali giornate dovranno essere utilizzate entro la conclusione dell’anno scolastico e durante i periodi di sospensione delle lezioni.
La sentenza sta già suscitando forti reazioni nel mondo della scuola. Secondo molte organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, la decisione introduce una disparità di trattamento tra personale di ruolo e supplenti, limitando per questi ultimi il pieno diritto al godimento o alla monetizzazione delle ferie maturate. Una scelta che, secondo i critici, penalizza ulteriormente lavoratori già segnati dalla precarietà e dall’incertezza occupazionale.