Elenchi regionali, al via da oggi le domande. Scadenza il 25 maggio
È partita ufficialmente la corsa all’assunzione per migliaia di insegnanti: il Ministero ha aperto la piattaforma per l’inserimento negli elenchi regionali utili al conferimento dei ruoli per l’anno scolastico 2026/27.
È partita ufficialmente la corsa all’assunzione per migliaia di insegnanti: il Ministero ha aperto la piattaforma per l’inserimento negli elenchi regionali utili al conferimento dei ruoli per l’anno scolastico 2026/27. Una finestra decisiva, con una scadenza già fissata e perentoria: 25 maggio, ore 23:59. Dopo quell’ora, niente seconde possibilità.
La procedura si svolge interamente online attraverso il portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’area dedicata a “Concorsi e procedure selettive”, oppure tramite l’avviso pubblicato su InPA. Ma attenzione: saranno valide solo le istanze inoltrate attraverso i canali ufficiali. Ogni altra modalità verrà automaticamente esclusa.
Per accedere alla compilazione, i candidati dovranno autenticarsi con credenziali SPID o Carta di Identità Elettronica ed essere abilitati al servizio “Istanze on line”. Un passaggio tecnico obbligato che, nei giorni di punta, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio imbuto digitale.
Chi può partecipare
Non si tratta di una procedura aperta a tutti. Possono presentare domanda solo i candidati che abbiano già partecipato a concorsi banditi dal 2020 in poi — dalle selezioni ordinarie e straordinarie fino ai più recenti bandi legati al PNRR — e che abbiano raggiunto almeno il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale.
Altro requisito fondamentale: non essere già titolari di un contratto a tempo indeterminato o di un incarico a tempo determinato finalizzato al ruolo. In altre parole, si tratta di una chiamata destinata a chi è ancora in attesa di stabilizzazione.
I passaggi chiave
La compilazione della domanda segue un percorso guidato ma rigoroso: dall’accettazione della privacy alla scelta della regione (una sola, anche per chi ha superato più concorsi), fino all’inserimento delle classi di concorso, dei titoli e delle eventuali riserve. Ogni dettaglio può fare la differenza nella graduatoria finale.
Un elemento cruciale riguarda l’abilitazione: non dà precedenza immediata, ma sarà determinante al momento dell’assunzione. Chi la conseguirà entro il 1° settembre 2026 potrà ottenere un contratto a tempo indeterminato; in caso contrario, scatterà un incarico a tempo determinato con obbligo di abilitarsi entro il primo anno, pena la decadenza.
Ultima chiamata (modificabile)
Fino alla scadenza sarà possibile modificare la domanda, ma con una regola ferrea: farà fede l’ultimo inoltro effettuato entro il termine. Un dettaglio tecnico che potrebbe rivelarsi decisivo per molti candidati.
La posta in gioco è alta: entrare finalmente nei ranghi della scuola italiana con un posto stabile. Ma il tempo stringe e la procedura non ammette errori.