Insegnanti

Docente sospesa per tre giorni: il Tribunale annulla la sanzione per vizio di competenza

Una sospensione di tre giorni inflitta a una docente di scuola dell’infanzia in servizio presso un istituto comprensivo pugliese è stata annullata dal Tribunale del lavoro di Lecce. La decisione

Docente sospesa per tre giorni: il Tribunale annulla la sanzione per vizio di competenza
  • PublishedAprile 19, 2026

Una sospensione di tre giorni inflitta a una docente di scuola dell’infanzia in servizio presso un istituto comprensivo pugliese è stata annullata dal Tribunale del lavoro di Lecce. La decisione non entra nel merito dei fatti contestati, ma si basa su un vizio procedurale ritenuto decisivo: la competenza dell’organo che ha irrogato la sanzione.

La sospensione e l’episodio contestato

La vicenda risale al dicembre 2022, quando l’amministrazione scolastica aveva disposto la sospensione dall’insegnamento per presunte carenze nei doveri di vigilanza sugli alunni. Secondo la ricostruzione interna, alcuni bambini si sarebbero allontanati dall’area scolastica in un contesto caratterizzato anche dalla presenza di cancelli aperti, elemento ritenuto rilevante nella gestione della sicurezza.

L’istituto aveva quindi ritenuto la condotta della docente contraria ai doveri professionali, applicando la sanzione disciplinare.

Il ricorso della docente

La docente, assistita dall’avvocato Gabriele Manieri, ha impugnato il provvedimento davanti al giudice del lavoro di Lecce, contestando la ricostruzione dei fatti e la loro attribuzione esclusiva alla propria responsabilità.

Nel ricorso è stato evidenziato come la vigilanza sugli alunni dipenda anche da fattori organizzativi e strutturali, tra cui la gestione degli accessi all’edificio scolastico. La difesa ha inoltre sollevato una questione preliminare sulla legittimità del procedimento disciplinare, contestando la competenza del dirigente scolastico.

I principi richiamati dal giudice

Nel corso del giudizio, il Tribunale ha ribadito alcuni principi consolidati in materia disciplinare nel pubblico impiego:

  • l’onere della prova dei fatti contestati spetta al datore di lavoro;
  • la valutazione deve considerare il contesto concreto e la gravità della condotta;
  • la sanzione deve rispettare il principio di proporzionalità;
  • il procedimento deve seguire regole formali rigorose, incluse quelle sulla competenza.

Il giudice ha inoltre richiamato la giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui la contestazione deve essere tempestiva e sufficientemente dettagliata da garantire il diritto di difesa.

Il nodo decisivo: la competenza

L’aspetto determinante della decisione riguarda però il profilo procedurale. In base all’articolo 55-bis del d.lgs. 165/2001, la competenza a irrogare le sanzioni disciplinari varia a seconda della gravità:

  • fino a 10 giorni: dirigente scolastico;
  • sanzioni più gravi: Ufficio per i procedimenti disciplinari.

Nel caso specifico, la condotta contestata era riconducibile a una fattispecie che prevede una sospensione fino a un mese. Secondo il Tribunale, ciò comportava la competenza di un organo diverso dal dirigente scolastico.

La decisione finale

Per questo motivo, il giudice ha dichiarato illegittima la sanzione per difetto di competenza dell’organo che l’aveva adottata, senza pronunciarsi nel merito della responsabilità della docente.

La sospensione è stata quindi annullata e il Ministero dell’Istruzione è stato condannato al pagamento delle spese legali.

Sintab Academy – Corsi di Formazione

Scuola Mag – Notizie, Concorsi e Formazione per la Scuola

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011