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Asilo di Polverigi, le due educatrici tacciono davanti al gip. Chiesta la revoca dei domiciliari

Hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice le due educatrici dell’asilo di Polverigi finite agli arresti domiciliari con l’accusa di aver maltrattato alcuni bambini della struttura. Gli interrogatori

Asilo di Polverigi, le due educatrici tacciono davanti al gip. Chiesta la revoca dei domiciliari
  • PublishedLuglio 27, 2026

Hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice le due educatrici dell’asilo di Polverigi finite agli arresti domiciliari con l’accusa di aver maltrattato alcuni bambini della struttura. Gli interrogatori di garanzia si sono svolti davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona, Carlo Masini, mentre la difesa ha già chiesto la revoca della misura cautelare.

Le due donne, di 53 e 60 anni, indagate per presunti maltrattamenti ai danni di otto bambini, tutti di età inferiore ai sei anni, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Una decisione maturata, spiegano i loro legali, gli avvocati Italo D’Angelo e Francesco Napolitano, anche perché la difesa non ha ancora potuto visionare integralmente il materiale investigativo raccolto dai carabinieri della stazione di Agugliano, da cui è scaturita l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Gli avvocati hanno contestualmente depositato l’istanza per ottenere la revoca della misura restrittiva. Il gip dovrà pronunciarsi entro i prossimi cinque giorni.

Nel frattempo l’asilo resta chiuso, mentre a Polverigi il caso continua ad alimentare un clima di forte tensione. La comunità è divisa tra chi manifesta vicinanza alle due educatrici, una delle quali ricopre anche il ruolo di dirigente della struttura, e chi, al contrario, attende che venga fatta piena luce sulla vicenda, preoccupato per quanto sarebbe accaduto ai bambini.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare emessa dal gip e resa nota nei giorni scorsi, le indagini avrebbero fatto emergere un presunto quadro di ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti dei piccoli. Tra le condotte contestate figurano percosse, minacce e punizioni ritenute umilianti, che sarebbero state documentate nel corso delle attività investigative.

L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione inizialmente anonima, poi formalizzata da un’insegnante di sostegno al termine del proprio incarico nella scuola. Da quel momento i carabinieri hanno avviato gli accertamenti che hanno portato all’adozione della misura cautelare.

Le due educatrici devono rispondere delle accuse di maltrattamenti e abbandono di minore. L’indagine prosegue ora per accertare l’effettiva portata dei fatti contestati e verificare le responsabilità delle persone coinvolte.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011