Scuola, Anief: “Doppio canale possibile ma non prima del 2027”
L’introduzione del doppio canale di reclutamento nella scuola italiana resta un’ipotesi possibile, ma non nel breve periodo. A chiarirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale di ANIEF, secondo cui le prossime
L’introduzione del doppio canale di reclutamento nella scuola italiana resta un’ipotesi possibile, ma non nel breve periodo. A chiarirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale di ANIEF, secondo cui le prossime immissioni in ruolo dei docenti per l’anno scolastico 2026/27 avverranno ancora con le modalità tradizionali, con la novità delle assunzioni dagli elenchi regionali per il ruolo.
Secondo il sindacalista esistono comunque le condizioni per modificare la normativa e aprire alla stabilizzazione anche attraverso le Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) delle discipline comuni, sul modello di quanto avviene già da alcuni anni per il sostegno di prima fascia.
Alla base della richiesta, spiega Pacifico, pesa anche la decisione della Commissione europea di aprire una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per la discriminazione nella progressione di carriera dei docenti precari. Attualmente, infatti, i supplenti restano fermi allo stipendio iniziale fino all’immissione in ruolo e, in molti casi, anche per i primi otto anni dopo l’assunzione a tempo indeterminato.
Il vincolo del PNRR
Secondo il presidente Anief, eventuali modifiche al sistema di reclutamento non potranno avere effetti immediati sulle graduatorie già aperte. L’Italia deve infatti rispettare le regole previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che stabilisce criteri precisi per concorsi e abilitazioni nel settore scolastico.
Qualsiasi riforma, quindi, dovrà essere concordata con l’Unione Europea e potrà riguardare solo le politiche future, probabilmente dopo la conclusione del PNRR.
Possibile riforma dal 2027
Una eventuale revisione del sistema potrebbe arrivare attraverso una proposta di legge già presentata in Parlamento, tramite emendamenti migliorativi o con un decreto legge che acceleri l’iter di approvazione. Anche in caso di un intervento rapido, però, la nuova disciplina non entrerebbe in vigore prima dell’anno scolastico 2027.
Pacifico ricorda inoltre che la procedura europea è stata avviata anche a seguito di un reclamo presentato da Anief nel 2021, fondato sul principio secondo cui i diritti dei lavoratori non possono cambiare in base al tipo di contratto stipulato con lo Stato.
Class action per i precari della scuola
Il sindacato ha quindi deciso di rilanciare una class action per ottenere risarcimenti in favore dei docenti precari. L’iniziativa legale punta a ottenere il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio maturata, l’estensione della progressione stipendiale anche ai contratti a termine e il recupero delle differenze retributive non corrisposte.
Secondo le stime del sindacato, la disparità di trattamento riguarda una platea di circa 300 mila lavoratrici e lavoratori della scuola.
Per superare questa situazione, conclude Pacifico, basterebbe reintrodurre il doppio canale di reclutamento: dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato, anche non continuativi, il docente dovrebbe essere stabilizzato. In questo modo, da una parte verrebbero assunti i giovani laureati vincitori di concorso e dall’altra verrebbero immessi in ruolo i precari che da anni garantiscono il funzionamento del sistema scolastico.