CSPI boccia Linee Guida per Educazione Civica
Troppe criticità: CSPI boccia le Nuove Linee Guida per l’Educazione Civica Arriva la prima bocciatura per le Nuove Linee Guida dell’insegnamento dell’Educazione Civica, introdotte dal Ministro dell’Istruzione e del Merito,
Troppe criticità: CSPI boccia le Nuove Linee Guida per l’Educazione Civica
Arriva la prima bocciatura per le Nuove Linee Guida dell’insegnamento dell’Educazione Civica, introdotte dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Parere negativo, seppur non vincolante, è arrivato dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.
Le due adunanze
Nelle adunanze plenarie del 27 agosto e del 28 agosto, in modalità mista (sia in presenza sia in remoto) il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso parere con votazione unanime
- sullo schema di decreto di adozione delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica e relative Linee guida, in attuazione dell’art. 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92.
La bocciatura
Sull’adozione delle Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica, in attuazione dell’art. 3 della legge 20.8.2019, n. 92) il CSPI
- ricorda i vari passaggi normativi intervenuti con i quali è stato istituito, a partire dall’a.s. 2020/21, l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, da inserire nei curricoli di istituto, in primis il DM 35/2020, e i vari momenti successivi di accompagnamento, formazione dei docenti, monitoraggio;
- ricorda, altresì, i tre nuclei concettuali per l’insegnamento in questione, definiti i pilastri della legge 92/2019: 1) Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà; 2) sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio; 3) cittadinanza digitale;
- sottolinea che non sono noti gli esiti di tale rilevazione né eventuali documenti conclusivi dell’attività svolta dal Gruppo di esperti e dal Comitato tecnico-scientifico previsti dalla norma e che nell’a.s. 2023/24 le istituzioni scolastiche hanno proseguito con la realizzazione delle attività connesse all’introduzione dell’insegnamento di Educazione civica secondo le modalità ormai consolidate;
- evidenzia il grande e importante lavoro pedagogico e culturale che le scuole, nel quadriennio 2020-2024, hanno messo in campo per strutturare percorsi curricolari aderenti ai tre su indicati nuclei concettuali, dando forma interdisciplinare ad un insegnamento, quello di Educazione Civica, fondamentale per le nostre studentesse e i nostri studenti, e che meritano, all’interno delle Linee guida, un’adeguata valorizzazione;
- evidenzia altresì che il testo delle Linee guida ex D.M. n. 35/2020, ormai assunto dalle scuole e oggetto di approfondita attività di formazione, non richiedeva particolari revisioni, eccetto le necessarie sistemazioni in riferimento a specifiche novità normative nel frattempo intervenute e la prevista definizione a livello nazionale di traguardi di competenze e obiettivi di apprendimento;
- effettua una precisa e puntuale disamina delle numerose criticità riscontrate nel testo del provvedimento, focalizzando l’attenzione su di una serie di mancanze, appesantimenti, espressioni e riferimenti presenti;
- auspica una riformulazione di traguardi e obiettivi più funzionale alla progettazione curricolare delle scuole e ad una valutazione che permetta di osservare le evidenze in maniera chiara, evitando eventuali sovrapposizioni tra valutazione della disciplina di Educazione civica e del comportamento, dovrebbe essere applicata per il primo e il secondo ciclo;
- sottolinea, in conclusione, che l’Educazione civica non può essere considerata solo come una disciplina, in quanto, attraverso apprendimenti formali, non formali e informali, permette lo sviluppo della cittadinanza, della responsabilità e dell’etica pubblica fondate sui valori condivisi della Costituzione.
Di seguito, la frase conclusiva che accompagna il parere: «In relazione alle numerose e rilevanti criticità evidenziate e alle osservazioni formulate, il CSPI non può esprimere un parere favorevole sullo schema di decreto in oggetto e invita l’Amministrazione a rivederlo alla luce delle argomentazioni fin qui illustrate».