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Formazione dei docenti, il CSPI approva all’unanimità il parere sulla nuova direttiva: «Servono modifiche e maggiori garanzie»

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, riunito in adunanza plenaria in modalità telematica lo scorso 5 giugno, ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di direttiva relativo all’accreditamento delle

Formazione dei docenti, il CSPI approva all’unanimità il parere sulla nuova direttiva: «Servono modifiche e maggiori garanzie»
  • PublishedGiugno 8, 2026

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, riunito in adunanza plenaria in modalità telematica lo scorso 5 giugno, ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di direttiva relativo all’accreditamento delle istituzioni chiamate a erogare la formazione continua del personale scolastico e la formazione incentivata dei docenti, prevista dall’articolo 16-ter del decreto legislativo n. 59 del 2017.

Il parere dell’organo consultivo del Ministero si traduce in una serie articolata di osservazioni, considerazioni e proposte di modifica volte a migliorare il testo e a garantirne una più efficace applicazione.

Tra gli aspetti positivamente valutati, il CSPI evidenzia la volontà di uniformare le procedure di accreditamento degli enti che organizzano attività formative, rafforzando al contempo la qualità dell’offerta e assicurando maggiore trasparenza e tracciabilità dei percorsi. Apprezzato anche il tentativo di costruire un sistema nazionale più integrato e il consolidamento del ruolo della piattaforma SOFIA nella gestione della formazione del personale scolastico.

Secondo il Consiglio, è condivisibile l’obiettivo di valorizzare la formazione in servizio come strumento strategico per il miglioramento della qualità del sistema educativo, così come la definizione di criteri qualitativi per i soggetti erogatori e l’introduzione di strumenti di monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle iniziative formative.

Accanto agli elementi positivi, tuttavia, il CSPI segnala diverse criticità di carattere ordinamentale, procedurale e terminologico. In particolare, viene osservato come lo schema attribuisca alla Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione un numero molto ampio di competenze, tra cui funzioni di indirizzo strategico, validazione preventiva dei piani formativi, monitoraggio delle attività, selezione degli enti per la formazione incentivata e valutazione qualitativa dei percorsi.

Secondo il Consiglio, tali attribuzioni rischiano di andare oltre quanto previsto dalla normativa vigente e potrebbero risultare difficilmente sostenibili sotto il profilo organizzativo per la stessa SAFI.

Il CSPI sottolinea inoltre la necessità di definire con maggiore precisione i ruoli e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, evitando sovrapposizioni amministrative che potrebbero rallentare l’attività delle scuole e degli enti formatori.

Particolare attenzione viene riservata al tema dell’autonomia scolastica. Il Consiglio esprime infatti perplessità sulla previsione che individua nell’offerta formativa pubblicata sulla piattaforma SOFIA l’unico riferimento per la progettazione delle attività da inserire nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Una scelta che, secondo il CSPI, rischierebbe di determinare un’eccessiva centralizzazione del sistema, limitando la capacità delle istituzioni scolastiche di individuare autonomamente le proprie priorità formative.

Tra le richieste avanzate figura anche l’introduzione di una specifica sezione definitoria che chiarisca con precisione il significato dei concetti di accreditamento, qualificazione e riconoscimento dei corsi, specificando la natura giuridica dei diversi istituti e i soggetti destinatari delle disposizioni.

Il Consiglio giudica inoltre particolarmente onerose le nuove procedure richieste agli enti già accreditati o qualificati e considera eccessivamente restrittivo il termine fissato al 30 settembre per la presentazione delle nuove domande di accreditamento e qualificazione.

Infine, il CSPI richiama l’esigenza di preservare il pluralismo che da sempre caratterizza il settore della formazione e dell’aggiornamento del personale scolastico. Pur riconoscendo la necessità di strumenti efficaci di controllo e verifica della qualità, il Consiglio invita a evitare modelli eccessivamente centralizzati che potrebbero limitare la varietà delle proposte formative e l’apporto dei diversi soggetti del sistema.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011