ABA in Pratica

ABA nel ciclo di vita: formare per davvero

ABA nel ciclo di vita: formare per davvero “Gli interventi basati sull’analisi del comportamento applicata rappresentano, ad oggi, l’approccio con il maggior numero di evidenze scientifiche a supporto per le

ABA nel ciclo di vita: formare per davvero
  • PublishedGiugno 3, 2026

ABA nel ciclo di vita: formare per davvero

“Gli interventi basati sull’analisi del comportamento applicata rappresentano, ad oggi, l’approccio con il maggior numero di evidenze scientifiche a supporto per le persone con disturbo dello spettro autistico.” Lo ribadisce la letteratura internazionale, lo confermano le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, e lo ricorda ogni convegno che affronta il tema con serietà. Eppure, chi lavora ogni giorno in questo campo sa che tra l’evidenza scientifica e la pratica quotidiana nei servizi italiani esiste ancora un divario che merita attenzione, analisi e, soprattutto, risposte concrete.

Un appuntamento scientifico che guarda lontano

La quarta edizione di “L’intervento ABA nel ciclo di vita”, in programma il 18 e 19 luglio 2026, è uno di quegli appuntamenti che vale la pena seguire non solo per i contenuti in programma, ma per il messaggio implicito che porta con sé: l’analisi del comportamento applicata non è un intervento riservato all’infanzia. Si declina lungo l’intero arco di sviluppo della persona, dall’età evolutiva all’adolescenza, fino all’età adulta. Questo è un cambio di prospettiva ancora poco metabolizzato nei servizi italiani, dove la transizione verso l’età adulta rimane spesso priva di progettualità strutturata. Il programma prevede relazioni teorico-cliniche, esperienze applicative e una sessione dedicata al comportamento verbale: un segnale chiaro che la comunità scientifica italiana sta maturando verso una visione longitudinale del supporto alle persone con autismo.

La formazione come infrastruttura professionale

Il panorama formativo italiano sull’ABA si sta consolidando in modo significativo. I percorsi di master universitari e i programmi strutturati — come quelli che prevedono oltre tremila ore complessive con più di mille ore di tirocinio pratico — stanno portando la preparazione dei professionisti italiani su standard internazionali, in linea con le Task List BACB nelle versioni quinta e sesta. Non si tratta di un dettaglio tecnico: significa che un tecnico del comportamento formato secondo questi criteri sa come raccogliere dati in modo affidabile, come costruire programmi individualizzati, come muoversi all’interno di un sistema di supervisione qualificata.

In questo contesto, l’accreditamento ABAIT svolge una funzione precisa: garantisce standard formativi rigorosi, con tirocinio strutturato, supervisione di un analista qualificato e requisiti d’ingresso definiti. Non è un obbligo di legge, ma rappresenta un riferimento di qualità riconosciuto all’interno della comunità professionale italiana e internazionale. Per chi sceglie un percorso formativo, è un criterio utile per orientarsi tra offerte molto diverse tra loro.

Il quadro normativo e la realtà dei servizi

La legge 104/1992 e il D.Lgs. 66/2017 definiscono il diritto all’inclusione scolastica e i criteri per il profilo di funzionamento secondo la classificazione ICF. Tuttavia, la traduzione operativa di questi strumenti richiede competenze specifiche che il solo titolo accademico non sempre garantisce.

Autore

  • La Redazione

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