Scuola, scatta il primo ponte dell’anno: dove si resta a casa lunedì 2 novembre
Con la festa di Ognissanti alle porte, per milioni di studenti italiani è tempo di guardare al primo stop del calendario scolastico 2026/2027. Quest’anno il 1° novembre cade di domenica,

Con la festa di Ognissanti alle porte, per milioni di studenti italiani è tempo di guardare al primo stop del calendario scolastico 2026/2027. Quest’anno il 1° novembre cade di domenica, rendendo sulla carta “mutilata” la prima festività autunnale. Tuttavia, in diversi territori la pausa sarà garantita grazie alla sospensione delle lezioni decretata per lunedì 2 novembre, in occasione della Commemorazione dei defunti.
Non tutti gli istituti della Penisola, però, faranno suonare la campanella di stop: le decisioni variano da Regione a Regione.
La mappa delle Regioni a lezione sospesa
A beneficiare del lunedì di pausa saranno gli studenti di otto contesti territoriali che hanno inserito il 2 novembre nei rispettivi calendari ufficiali:
- Calabria
- Campania
- Emilia-Romagna
- Sardegna
- Sicilia
- Umbria
- Valle d’Aosta
- Provincia autonoma di Trento
A Bolzano vacanze lunghe: lezioni ferme per una settimana
Il caso più singolare riguarda la Provincia autonoma di Bolzano. Nel territorio altoatesino la pausa autunnale sarà decisamente più consistente: la sospensione delle attività didattiche si estenderà per un’intera settimana, dal 2 fino all’8 novembre compreso.
I prossimi stop: all’orizzonte il ponte dell’Immacolata
Per chi non usufruirà del lunedì di stop a novembre, l’appuntamento con la prima vera pausa infrasettimanale è rimandato a dicembre.
La festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) cadrà infatti di martedì. Molte Regioni hanno già deliberato la sospensione delle lezioni anche per lunedì 7 dicembre, creando così i presupposti per un lungo fine settimana da quattro giorni di vacanza consecutivi.
Il ruolo dell’autonomia scolastica
Come di consueto, per avere la certezza assoluta sul calendario delle lezioni è fondamentale fare riferimento alle comunicazioni dei singoli istituti. Le Regioni tracciano le linee guida generali, ma le scuole – nell’ambito dell’autonomia e nel rispetto del monte ore annuale minimo garantito – hanno la facoltà di deliberare ulteriori giornate di chiusura o adattamenti del calendario.