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Personale ATA, CGIL: “Il Ministro non si vanti di aver pagato con tre anni di ritardo”

“Quando le risorse arrivano ai lavoratori attraverso una scelta contrattuale, è sempre una buona notizia. Significa che le parti, Sindacato e ARAN, hanno fatto il loro lavoro e raggiunto un’intesa

Personale ATA, CGIL: “Il Ministro non si vanti di aver pagato con tre anni di ritardo”
  • PublishedOttobre 6, 2026

“Quando le risorse arrivano ai lavoratori attraverso una scelta contrattuale, è sempre una buona notizia. Significa che le parti, Sindacato e ARAN, hanno fatto il loro lavoro e raggiunto un’intesa capace di produrre benefici concreti per il personale. Per questo, i circa 60 milioni di euro destinati al beneficio economico delle nuove posizioni economiche ATA sono certamente importanti e vanno salutati positivamente. Ma occorre evitare la propaganda sui numeri”. Lo scrive, in una nota, la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“I 120 milioni annunciati dal ministro Valditara comprendono infatti anche gli arretrati maturati nel tempo. Il raddoppio, dunque, non è un merito del Ministro – continua la nota – , semmai è la conseguenza del ritardo con cui il Ministero ha dato attuazione a quanto previsto dal contratto. Anche le 6 mila posizioni economiche che si dice saranno attribute successivamente sono la conferma di un ulteriore ritardo da ascrivere alla burocrazia ministeriale”.

“Trasformare gli arretrati accumulati a causa di questo ritardo in una ‘promessa mantenuta’ significa confondere due piani completamente diversi – sottolinea il sindacato di categoria-. Il beneficio economico per i lavoratori nasce dalla contrattazione ed è quindi da ascrivere alle organizzazioni sindacali e all’ARAN che hanno costruito quell’accordo. Il ritardo nella sua attuazione, invece, è responsabilità dell’amministrazione, che aveva il dovere di applicare tempestivamente il CCNL”.

“C’è poi un’altra omissione ricorrente quando il Ministro parla degli aumenti contrattuali – rimarca la FLC CGIL-: all’appello mancano circa 11 punti di inflazione riferiti al triennio 2022-2024 mai recuperati. Ma tant’è. La vanagloria sembra ormai essere diventata la cifra dell’Amministrazione governativa nel suo complesso, e quella dell’Istruzione non fa eccezione”.

Per la FLC CGIL: “I lavoratori ATA sanno benissimo che i soldi in questione non sono una benevola concessione del Ministro, ma derivano da un accordo conquistato attraverso la contrattazione. Quello che chiedono è che i contratti vengano rispettati nei tempi previsti, che le retribuzioni siano adeguate, gli organici siano sufficienti e che l’amministrazione sia capace di dare tempestiva attuazione agli accordi sottoscritti”.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011