Anno scolastico 2026/2027: campanella per 8 milioni di studenti, ma la denatalità svuota le aule
Quasi otto milioni di studenti italiani tornano sui banchi per l’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, ma l’inizio delle lezioni conferma un trend strutturale in costante accelerazione: la contrazione della

Quasi otto milioni di studenti italiani tornano sui banchi per l’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, ma l’inizio delle lezioni conferma un trend strutturale in costante accelerazione: la contrazione della popolazione scolastica a causa della denatalità e dello spopolamento.
Il calendario dei rientri parte lunedì 14 settembre con l’apertura degli istituti in Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria, a cui seguiranno martedì 15 Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, per poi completarsi nei giorni successivi nel resto del Paese.
I dati territoriali evidenziano come il calo demografico stia già impattando sull’organizzazione della rete scolastica, in particolare nelle aree interne e nel Centro-Sud:
Molise: Gli iscritti per l’anno 2026/2027 si attestano a 32.476 unità, registrabile come un calo di 668 studenti rispetto all’anno precedente e una riduzione di circa 13.000 frequentanti nell’arco dell’ultimo quindicennio.
Marche: La regione registra 187.247 studenti complessivi, con un contrazione del 3,44% nel triennio. La flessione risulta concentrata nella scuola primaria (-6,41%) e nell’infanzia (-4,81%), mentre la scuola secondaria di secondo grado segna una variazione contenuta allo 0,44%.
Gli indicatori dell’Istat confermano la tendenza per il breve-medio periodo: nei primi sei mesi del 2026 le nascite sul territorio nazionale sono state circa 166 mila, con un calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La progressiva riduzione degli alunni impatta sull’assetto della rete scolastica, determinando il rischio di accorpamenti di plessi e riduzioni di classi, soprattutto nei comuni minori. Il fenomeno, attualmente concentrato nei primi cicli di istruzione, è destinato a trasferirsi gradualmente nei prossimi anni verso la scuola secondaria di secondo grado e il sistema universitario.