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FLC CGIL rilancia la protesta contro la riforma degli istituti tecnici

Dopo lo sciopero del 7 maggio, che ha registrato un’ampia adesione e una forte partecipazione di lavoratrici e lavoratori nelle piazze di tutta Italia, la mobilitazione contro la riforma degli

FLC CGIL rilancia la protesta contro la riforma degli istituti tecnici
  • PublishedMaggio 14, 2026

Dopo lo sciopero del 7 maggio, che ha registrato un’ampia adesione e una forte partecipazione di lavoratrici e lavoratori nelle piazze di tutta Italia, la mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici promossa dal ministro Giuseppe Valditara entra in una nuova fase.

La FLC CGIL ha infatti annunciato, in data 12 maggio 2026, la prosecuzione delle iniziative di protesta attraverso l’astensione da tutte le prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno 2026. La misura riguarda il personale del comparto Istruzione e Ricerca impiegato negli istituti tecnici e negli Istituti di Istruzione Superiore con indirizzi tecnici.

Secondo il sindacato, gli interventi finora prospettati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito non sarebbero sufficienti a correggere gli effetti di una riforma giudicata “inutile e dannosa”. Per la FLC CGIL, infatti, eventuali modifiche limitate al solo prossimo anno scolastico non risolverebbero i problemi strutturali introdotti dal riordino.

Al centro delle critiche vi sono la riduzione dell’autonomia curricolare delle scuole e il rischio di tagli alle ore delle discipline durante il quinquennio previsto dalla riforma. “Senza garanzie sul mantenimento delle ore di tutte le materie e senza l’eliminazione della quota di curricolo attribuita alle singole istituzioni scolastiche – sostiene il sindacato – si tratterebbe soltanto di misure di contenimento del danno”.

La FLC CGIL denuncia inoltre quello che definisce “l’assordante silenzio” del Ministero e rinnova la richiesta di ritiro della riforma o, in alternativa, di un rinvio del riordino accompagnato dall’apertura di una fase di revisione complessiva del progetto.

Il sindacato sottolinea comunque la disponibilità al confronto istituzionale, ribadendo la necessità di tutelare tutti i posti di lavoro coinvolti nel percorso di riforma e di evitare che la qualità dell’offerta formativa venga subordinata alle esigenze del mercato del lavoro.

Tra le iniziative di protesta avanzate dalla FLC CGIL figura anche la proposta di sospendere l’adozione dei libri di testo. La richiesta nasce dalle difficoltà segnalate dalle scuole nel reperire materiali adeguati, a causa dell’incertezza generata dall’accorpamento di alcune discipline previsto dalla riforma.

Il sindacato ricorda infine che, in base all’articolo 6 del decreto-legge n. 104 del 12 settembre 2013, i collegi docenti possono deliberare l’adozione di strumenti didattici alternativi ai libri di testo, purché coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa. In questi casi, le scuole devono comunicarlo attraverso la piattaforma ufficiale dedicata alle adozioni scolastiche.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011