Next Milan Forum, i giovani scelgono welfare e ambiente: bocciati dazi e riarmo
Scuola, sanità, transizione ecologica e qualità della vita. Sono queste le priorità indicate dalla futura classe dirigente globale riunita al Next Milan Forum, l’evento internazionale promosso da ISPI, Università Bocconi
Scuola, sanità, transizione ecologica e qualità della vita. Sono queste le priorità indicate dalla futura classe dirigente globale riunita al Next Milan Forum, l’evento internazionale promosso da ISPI, Università Bocconi e OCSE con la partnership di Deloitte.
Oltre mille giovani provenienti da più di 60 Paesi si sono confrontati a Milano su geopolitica, economia, innovazione e sostenibilità, delineando una visione del futuro fortemente orientata al welfare, alla cooperazione internazionale e alla lotta al cambiamento climatico. Molto più tiepido, invece, il consenso verso il riarmo e l’aumento delle spese militari.
Giovani da tutto il mondo a confronto con leader e premi Nobel
Nel corso delle due giornate del forum, ragazze e ragazzi tra i 20 e i 35 anni — studenti, ricercatori, professionisti e rappresentanti di think tank, Ong e istituzioni — hanno partecipato a incontri, workshop e masterclass insieme ad alcune delle personalità più influenti del panorama internazionale.
Tra gli ospiti anche Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale, e Lisa Monaco, oltre a tre premi Nobel.
Gli incontri si sono trasformati in un vero laboratorio di idee, con interventi dal pubblico, dibattiti aperti e sondaggi in tempo reale proiettati sul maxi-schermo dell’aula magna della Bocconi.
Conflitti e tensioni globali tra le maggiori paure
Dai questionari è emersa una forte preoccupazione per l’attuale scenario internazionale. Il rischio percepito come più grave è quello dei «conflitti armati tra Stati», seguito dalle «contrapposizioni geoeconomiche», dalla «polarizzazione sociale», dalla diffusione di «disinformazione e fake news» e dagli «eventi meteorologici estremi».
Un quadro che fotografa una generazione consapevole delle tensioni globali, ma allo stesso tempo orientata alla ricerca della stabilità e della cooperazione.
Welfare prima delle armi
Particolarmente significativo il risultato relativo alle priorità di spesa pubblica. Alla domanda su quale settore finanzierebbero maggiormente se fossero alla guida del proprio Paese, soltanto il 14% dei partecipanti ha indicato la spesa militare.
La maggioranza assoluta, il 53%, ha invece scelto gli investimenti in politiche sociali come sanità, istruzione e pensioni. Un ulteriore 33% ha indicato innovazione e competitività economica come priorità strategica.
Numeri che hanno suscitato il commento critico di Benedetta Berti, secondo cui in Paesi come Polonia o Finlandia la percezione della minaccia russa avrebbe probabilmente prodotto risultati molto diversi.
Intelligenza artificiale: prevale l’ottimismo
Sul tema dell’intelligenza artificiale emerge una visione prevalentemente positiva: per il 63% dei giovani rappresenta soprattutto un’opportunità, mentre il 37% la considera principalmente un rischio.
Anche il mondo del lavoro cambia nelle aspettative delle nuove generazioni. Il fattore ritenuto più importante nella scelta di un impiego è l’equilibrio tra vita privata e professionale, indicato da circa due terzi dei partecipanti. Più distanziati stipendio e innovazione tecnologica.
Ambiente e libero scambio mettono quasi tutti d’accordo
I dati più netti riguardano però ambiente e commercio internazionale. Per l’87% dei giovani presenti, la transizione verde e la lotta al cambiamento climatico devono rappresentare una priorità globale assoluta per governi, imprese e cittadini.
Sul fronte economico emerge inoltre una bocciatura quasi unanime dei dazi e delle politiche protezionistiche: l’89% ritiene necessario rafforzare il libero scambio e la cooperazione commerciale tra Stati, mentre solo una minoranza sostiene la necessità di proteggere le imprese nazionali attraverso barriere economiche.
Un messaggio chiaro, che si distingue dalle posizioni sempre più protezionistiche adottate da diversi leader internazionali e che restituisce l’immagine di una generazione orientata verso apertura, sostenibilità e collaborazione globale.