Tensioni al Colombatto di Torino, otto querele della preside: la Procura indaga per stalking
Clima sempre più teso all’istituto alberghiero Colombatto di Torino, dove anni di conflitti interni sfociano ora in un’inchiesta penale. La dirigente scolastica Silvia Viscomi ha presentato otto querele per stalking,
Clima sempre più teso all’istituto alberghiero Colombatto di Torino, dove anni di conflitti interni sfociano ora in un’inchiesta penale. La dirigente scolastica Silvia Viscomi ha presentato otto querele per stalking, diffamazione e calunnia nei confronti di sei docenti, un sindacalista e una giornalista.
Sulla vicenda la Procura di Torino ha aperto un fascicolo: le indagini sono in corso e dovranno chiarire quanto accaduto all’interno della scuola di via Gorizia, da tempo teatro di scontri sindacali e tensioni tra dirigenza e personale.
Nei giorni scorsi alcuni insegnanti coinvolti hanno ricevuto l’avviso di garanzia da parte dei carabinieri, restando sorpresi dall’evoluzione giudiziaria della vicenda. I docenti si sono affidati all’avvocato Andrea Giovetti, che respinge le accuse: “Non conosciamo ancora gli atti, ma escludiamo comportamenti persecutori o altre irregolarità”.
Gli insegnanti finiti sotto inchiesta sono tra i più attivi nelle proteste degli ultimi mesi contro la dirigente, contestata per uno stile ritenuto eccessivamente autoritario. Secondo alcune voci interne e sindacali, nella scuola si sarebbe creata “una frattura insanabile” tra docenti e presidenza, con accuse di gestione troppo accentrata e scarsa apertura al confronto.
Le organizzazioni sindacali, tra cui la CGIL, avevano già denunciato scelte organizzative controverse, come l’esonero quasi totale dall’insegnamento dei collaboratori della dirigente, ritenuto un elemento di ulteriore tensione.
Negli ultimi anni la protesta si è articolata in varie forme: lettere, esposti, presìdi e flash mob. Una mobilitazione costante che, secondo i docenti, mirava a sollevare questioni di merito e metodo nella gestione dell’istituto.
Di segno opposto la posizione della dirigente, che non ha rilasciato dichiarazioni dirette. A parlare per lei è Attilio Fratta, presidente nazionale del sindacato Dirigentiscuola: “La dirigente è stata presa di mira ingiustamente. In tre anni sono state inviate 48 lettere di contestazione all’ufficio scolastico regionale e più volte sono intervenuti ispettori. Si tratta di attacchi personali, non di critiche sul lavoro”.
Non è la prima volta che la vicenda approda in tribunale. In passato, la CGIL aveva promosso un ricorso per condotta antisindacale, ma all’inizio del 2025 il giudice non aveva ravvisato irregolarità.
Ora la parola passa alla magistratura. L’inchiesta dovrà accertare se le iniziative di protesta abbiano superato il limite della legittima critica, trasformandosi in comportamenti penalmente rilevanti, oppure se si tratti di un duro scontro sindacale degenerato sul piano giudiziario.