Pulcini regalati agli alunni senza consenso: polemica in Campania, intervengono istituzioni e animalisti
Sessanta pulcini appena nati, sistemati in piccole scatole decorate con paglia e adesivi, sono stati consegnati a bambini all’uscita da scuola senza alcun preavviso alle famiglie. È accaduto tra le
Sessanta pulcini appena nati, sistemati in piccole scatole decorate con paglia e adesivi, sono stati consegnati a bambini all’uscita da scuola senza alcun preavviso alle famiglie. È accaduto tra le province di Napoli e Caserta, dove una scuola paritaria ha deciso di celebrare la Pasqua con un’iniziativa che ha rapidamente sollevato un’ondata di indignazione.
A portare il caso all’attenzione pubblica è stato il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha diffuso sui social immagini e video della distribuzione, innescando un acceso dibattito. Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto da parte di genitori e associazioni animaliste.
Al centro delle critiche, più ancora dell’idea in sé, c’è il modo in cui l’iniziativa è stata organizzata: nessuna comunicazione preventiva alle famiglie, nessuna richiesta di consenso, né una valutazione sulla possibilità concreta di accogliere animali così delicati. Molti genitori si sono ritrovati improvvisamente a gestire in casa pulcini di pochi giorni, mentre i bambini, ignari della loro fragilità, li trattavano come semplici giocattoli.
Secondo gli esperti, si tratta di animali che necessitano di condizioni ambientali rigorose: temperatura controllata, cure costanti e un contesto protetto. L’esposizione a contenitori inadeguati, agli sbalzi termici e al caos di una giornata scolastica può provocare forte stress e aumentare il rischio di mortalità.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha parlato apertamente di “esposizione a sofferenza”, sottolineando come i pulcini avrebbero ancora bisogno delle cure materne. Sulla stessa linea anche la Lega Anti Vivisezione (Lav), che ha evidenziato come la distribuzione di animali vivi come doni contrasti con i principi dell’educazione civica e rischi di trasmettere ai più piccoli un messaggio distorto: quello degli animali come oggetti usa e getta.
La direzione dell’istituto ha nel frattempo chiesto scusa, spiegando che l’iniziativa era nata con l’intento di insegnare ai bambini il valore della cura verso gli esseri viventi. Tuttavia, le giustificazioni non hanno placato le polemiche.
La Regione Campania è intervenuta affidando i pulcini ai servizi veterinari e avviando verifiche per accertare eventuali responsabilità penali e amministrative. La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica, alimentando un dibattito più ampio sul rapporto tra educazione, rispetto degli animali e responsabilità delle istituzioni scolastiche.