Supplenze brevi e GPS
Il docente può scegliere di restare sull’incarico in corso senza sanzioni Una docente con contratto di supplenza breve e saltuaria fino al 2026 può decidere di proseguire l’incarico attuale, anche
Il docente può scegliere di restare sull’incarico in corso senza sanzioni
Una docente con contratto di supplenza breve e saltuaria fino al 2026 può decidere di proseguire l’incarico attuale, anche in caso di successiva nomina da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). La normativa vigente, infatti, consente questa possibilità senza incorrere in alcuna sanzione.
La situazione
Nel caso specifico, la docente ha ricevuto a settembre 2025 una supplenza fino ad aprile 2026 per la sostituzione di un titolare assente. In seguito, le è stata proposta una nomina da GPS. In questo scenario, la docente può legittimamente rinunciare all’incarico da GPS e proseguire l’attuale supplenza, conferita dal dirigente scolastico.
La stessa regola vale anche se la supplenza è stata assegnata tramite Graduatoria di Istituto o interpello, persino in una provincia diversa da quella delle GPS.
Il riferimento normativo
La possibilità di mantenere l’incarico in corso è espressamente prevista dall’articolo 14, comma 3, dell’Ordinanza Ministeriale n. 88 del 16 maggio 2024, che stabilisce:
“Il personale in servizio per supplenza conferita sulla base delle graduatorie di istituto ha facoltà di lasciare tale supplenza per accettare una supplenza ai sensi dell’articolo 2, comma 5, lettere a) e b). Gli effetti sanzionatori di cui al comma 1 non si producono per il personale che non eserciti detta facoltà, mantenendo l’incarico precedentemente conferito”.
In sostanza, chi è già in servizio su supplenza non è obbligato a lasciare il posto per accettare una nomina da GPS. Anzi, può scegliere liberamente di restare nell’incarico in corso senza conseguenze disciplinari o limitazioni future.
Conclusione
Si tratta di una conferma importante per molti supplenti impegnati in incarichi brevi: la normativa tutela la continuità del servizio e riconosce la libertà del docente di scegliere la soluzione più coerente con la propria situazione professionale, senza temere sanzioni o penalizzazioni.