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Carta del Docente anche per le supplenze brevi

Carta del Docente anche per le supplenze brevi: storica sentenza della Corte di Giustizia UE Dopo anni di incertezze e contrasti giurisprudenziali, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha posto

Carta del Docente anche per le supplenze brevi
  • PublishedLuglio 9, 2025

Carta del Docente anche per le supplenze brevi: storica sentenza della Corte di Giustizia UE

Dopo anni di incertezze e contrasti giurisprudenziali, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha posto fine al dubbio sull’estensione del beneficio della Carta del docente anche ai docenti con supplenze temporanee. La decisione, depositata il 3 luglio 2025, rappresenta una svolta storica in materia di diritti del personale scolastico precario.

Dalle Prime Sentenze al Nuovo Intervento Europeo

Il percorso giuridico era iniziato con la storica sentenza della Corte di Giustizia UE del maggio 2022, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente anche ai precari. Successivamente, la Corte di Cassazione, nell’ottobre 2023, aveva confermato che tale diritto spettava anche ai supplenti con contratti al 30 giugno o al 31 agosto.

Restava tuttavia aperta una questione: i docenti con supplenze brevi hanno diritto alla Carta docente?

Il Tribunale di Lecce Porta il Caso in Europa

Con ordinanza del 16 aprile 2024, il Tribunale di Lecce aveva rimesso la questione alla Corte di Giustizia UE, su iniziativa dell’avvocata Mariaconcetta Milone, che assisteva un docente con numerose supplenze brevi durante l’anno scolastico 2021/2022.

Il Giudice salentino chiedeva se fosse compatibile con la normativa europea una limitazione della Carta del docente basata sulla durata della supplenza, oppure sulla discontinuità dei contratti stipulati in scuole diverse.

La Risposta della Corte: Nessuna Discriminazione tra Supplenti

La Corte di Lussemburgo ha chiarito che tutti i docenti a tempo determinato — inclusi coloro che hanno svolto supplenze brevi e saltuariedevono essere trattati alla pari dei colleghi di ruolo per quanto riguarda il diritto alla Carta del docente.

“La clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato non consente trattamenti differenti tra personale a tempo indeterminato e determinato salvo ragioni oggettive.”

La Corte ha sottolineato che:

  • I supplenti brevi svolgono funzioni comparabili a quelle dei docenti di ruolo;
  • Il mancato svolgimento di attività collegiali non giustifica un’esclusione;
  • Il carattere temporaneo della supplenza non modifica sostanzialmente la funzione docente.

Nessuna Giustificazione Economica per l’Esclusione

La difesa del Governo italiano, basata sulla necessità di rispettare i limiti di bilancio, è stata rigettata dalla Corte. Secondo i giudici europei, motivi economici non possono giustificare una discriminazione nei confronti dei lavoratori a termine.

Il Principio di Diritto enunciato dalla Corte

La sentenza afferma con chiarezza:

“La clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro osta a una normativa nazionale che riserva il beneficio della Carta del docente solo ai docenti di ruolo o con supplenze fino al termine dell’anno scolastico, escludendo i supplenti brevi, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive. Il solo fatto che l’attività non si prolunghi fino al termine dell’anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva”.

Una Sentenza che Cambia il Futuro dei Supplenti

Questa sentenza segna un punto di svolta nella tutela dei diritti dei docenti precari, aprendo la strada a ricorsi e richieste di rimborso per tutti coloro che, pur avendo lavorato nelle scuole pubbliche, erano stati esclusi dal bonus di 500 euro annui previsto per la formazione continua.

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