Valditara tra stop agli smartphone e nuova Maturità
Stop agli smartphone a scuola, anche alle superiori Dal prossimo anno scolastico i cellulari saranno vietati anche alle scuole superiori. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe
Stop agli smartphone a scuola, anche alle superiori
Dal prossimo anno scolastico i cellulari saranno vietati anche alle scuole superiori. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante la trasmissione Cinque minuti su Rai 1. La circolare è già pronta: nessuno smartphone sarà ammesso in classe, nemmeno per uso didattico.
Saranno invece consentiti altri dispositivi digitali, come tablet e computer, strumenti che molte scuole possiedono grazie ai finanziamenti del PNRR. L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dalla tecnologia più invasiva e ripristinare il contatto diretto con libri, carta e penna.
Allarme salute e rendimento scolastico
Il ministro ha motivato la scelta con dati preoccupanti:
- Bambini di 6 anni che accedono a siti pornografici
- Il 38% degli adolescenti con disturbi del sonno causati dall’uso del cellulare
- Bocciature triplicate tra i ragazzi che fanno un uso eccessivo dello smartphone
«La strada più efficace è quella di disintossicarli, riportandoli a un apprendimento più sano e consapevole», ha affermato Valditara, sottolineando anche l’importanza della proposta di legge che vieterebbe i social media ai minori di 15 anni.
Verso un nuovo esame di maturità
Un’altra novità potrebbe riguardare l’esame finale delle scuole superiori. «Voglio ripensare l’esame di maturità», ha spiegato il ministro, distinguendolo dal più generico “esame di Stato”, definito “freddo” e distante dalla vera missione educativa della scuola.
L’intento è quello di valutare non solo le competenze, ma anche la crescita personale dello studente. «Serve un esame coerente con una scuola che formi persone mature, non solo preparate», ha detto Valditara.
Educazione al rispetto e lotta alla violenza di genere
Il ministro ha anche parlato del fenomeno dei femminicidi, spesso commessi da giovani uomini. «La scuola deve agire per tempo», ha dichiarato, annunciando che l’educazione alle relazioni e al rispetto sarà obbligatoria all’interno delle nuove linee guida per l’educazione civica.
Gli studenti saranno valutati anche su questi contenuti, che saranno inseriti trasversalmente nei programmi, andando oltre le 33 ore previste dalla normativa.
Formazione docenti: in arrivo 15 milioni
Per garantire la qualità dell’insegnamento in questi nuovi ambiti, da settembre partirà un progetto da circa 15 milioni di euro per la formazione dei docenti, in collaborazione con Indire. «È un salto di qualità che non si era mai fatto prima», ha concluso Valditara.